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 Caritas Diocesana di Caltanissetta 

Via Camillo Genovese 41 - 93100 - Caltanissetta

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+39 0934.565478

 

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PROGETTI

STOP ALLA POVERTÀ​

Il progetto nasce dalla constatazione che le crescenti difficoltà socio-economiche del territorio nisseno avevano portato, in linea con la realtà nazionale e globale, ad un continuo aumento non più solo dei poveri in senso stretto ma anche dei "working poors", ossia della fascia dei soggetti "vulnerabili" che gravitano intorno alla soglia di povertà. Nel panorama del welfare locale erano ancora assenti azioni di sostegno minimo al reddito che invece sono presenti in altre realtà europee e che in Italia solo dal 2016 hanno visto il loro ingresso attraverso il SIA prima e il REI adesso.

“Stop alla Povertà” è un progetto sperimentale pensato principalmente come una misura economica di sostegno al reddito rivolto alle famiglie senza reddito o al di sotto della soglia di povertà che vengono accompagnate ed aiutate con un “reddito di dignità”, ossia SOSTEGNO ECONOMICO MINIMO che permette di superare la soglia di povertà e vivere decorosamente.

A ciascuna delle famiglie prese in carico viene erogato un sussidio economico mensile pari alla differenza tra la soglia di povertà e il reddito familiare (se presente o meno) composto da tre elementi:

1.    prestazione monetaria;

2.    beni e servizi di prima necessità (es. spesa, farmaci, abbigliamento, affitti, utenze, testi e materiale scolastico, manutenzione ordinaria dell'abitazione, ecc.);

3.    azioni/attività di promozione socio-economica (es. voucher lavoro, microcrediti, accompagnamento all’inserimento lavorativo, consulenze specialistiche, ecc.).

I criteri economici per accedere al progetto vengono calcolati seguendo la traccia della "Proposta REIS" dell’Alleanza contro le Povertà e quindi tenendo conto di fattori quali ad esempio il valore Isee, la presenza o meno di un reddito familiare, se l'abitazione è in affitto o è di proprietà, ecc. determinando così le soglie delle prestazioni cui le famiglie hanno diritto.

Al programma si accede solo dietro segnalazione della propria parrocchia o del centro di ascolto diocesano: attraverso questo canale viene, infatti, erogato il sostegno economico familiare nella misura individuata. Entrambe le parti, dopo un incontro informativo dal quale emergono le criticità e i bisogni della famiglia, si impegnano, con la sottoscrizione di un patto etico-morale, a percorrere insieme un cammino che possa cercare di portar fuori la stessa dalla situazione di difficoltà.

 

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IL DIRITTO DI RIMANERE NELLA PROPRIA TERRA

La lettera pastorale “La nube e la voce… abitare da cristiani la storia…” per l’anno 2016-2017 consegnata alla comunità nissena dal nostro Vescovo ci chiede, a partire dal Convegno Ecclesiale di Firenze del 2015 e dal Giubileo Straordinario della Misericordia conclusosi, “… di dover essere sempre e ancor più una Chiesa… con il coraggio di uscire, con la responsabilità di annunciare, con l’impegno di abitare la storia, con l’arte di educare ed educarci e con il dono della gioia del trasfigurare”. La nostra Diocesi ha fatto propri questi punti, cerca di incarnarli con azioni e servizi sul territorio sempre più pensati e attuati a misura dei nostri fratelli più fragili.

In questi anni ci siamo occupati della tematica lavoro sotto vari aspetti: formazione per donne immigrate e giovani inoccupati, azioni di sensibilizzazione nelle scuole superiori della Diocesi, collaborazione con la Pastorale Sociale e del Lavoro nonché con il Progetto Policoro, Microcredito Impresa, ecc.

Obiettivo generale della proposta progettuale è quello di far crescere, vicino ad un‘economia di sviluppo, l’economia solidale, intesa come un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l'uomo e l'ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità. La finalità primaria resta per noi il tentare di "portare vita dove vita non è" perché concretamente dobbiamo tutti avere “il diritto di rimanere nella propria terra”.

Questo era il nome della campagna lanciata in occasione del Giubileo della Misericordia su invito della Conferenza episcopale Italiana. Seppur vero che la suddetta campagna si riferiva alla situazione dei tanti immigrati che quotidianamente affrontano un lungo e duro cammino per allontanarsi dagli orrori del loro Paese, quanto viene indicato nel documento ci ha portato a pensare alla situazione del nostro territorio ed in particolare ai tanti giovani, inoccupati e disoccupati, che sono costretti a lasciare Ia propria terra ed i propri affetti per cercare un lavoro che possa garantire un vivere dignitoso, I'autorealizzazione di sé e la stabilità necessari per dare radici alla propria vita.

Ma anche chi ha il coraggio e la forza di restare ed investire su se stessi nel proprio territorio incontra non poche difficoltà ed ostacoli dovuti sia a fattori intrinseci (es. scarse capacità imprenditoriali, poche conoscenze specifiche nel settore lavoro/gestione aziendale, bassa conoscenza anche a livello normativo sul proprio settore di lavoro o, nel caso di lavoro subordinato, sui propri diritti, ecc.) che estrinseci (elevata tassazione, grado di competitività sul mercato, accesso al credito, ecc.). Date queste difficoltà si è pensato al progetto “Il diritto di rimanere nella propria terra” con l'obiettivo di sostenere i giovani e i disoccupati in percorsi lavorativi e di autorealizzazione tali da garantire la permanenza degli stessi nel proprio territorio implementando il senso di appartenenza alla propria comunità.

 

Nell’ambito di questo progetto è stato lancoando il Bando per la costituzione di una Cooperativa di Comunità, come strumento capace di dare un’oooportuniotà di lavoro ai nostri giovani e di crescita e sviluppo del nostro territorio.

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PROGETTO POLICORO​

Il Progetto Policoro è un’iniziativa della Chiesa Italiana nata nel 1995 all’indomani del convegno ecclesiale di Palermo, evento che ha posto l’accento sulle gravi problematiche occupazionali dei giovani del sud. L’iniziativa prende il nome dalla città di Policoro, sita in provincia di Matera, scenario del primo incontro avuto tra i tre direttori nazionali degli Uffici promotori del Progetto stesso: Caritas, Pastorale Giovanile e Pastorale Sociale e del Lavoro. Gli aspetti fondanti del Progetto Policoro sono quattro:

EVANGELIZZAZIONE: per aiutare i giovani “a maturare una piena assunzione della propria condizione di vita” con l’apporto della Filiera dell’Evangelizzazione (Agesci, Azione Cattolica, Gifra, Giovani delle Acli,…);

FORMAZIONE: per diffondere una nuova mentalità del lavoro con l’apporto della Filiera della formazione (Confcooperative, Acli, Cenasca-Cisl, Banca Etica,…);

GESTI CONCRETI: quale impegno concreto per sostenere l’avvio di nuove attività produttive; RAPPORTI DI RECIPROCITÀ: per creare opportunità di incontro tra le varie Chiese italiane e creare una rete di scambi. Per altre informazioni consulta il sito nazionale www.progettopolicoro.it

 

SPORTELLO

Il centro fornisce formazione ed informazioni sulle nuove opportunità di lavoro realizzabili attraverso l’uso di strumenti legislativi Nazionali e Regionali in ogni settore e forma, dal lavoratore autonomo all’ impresa sociale e non. L’informazione divulgata non è statica, quindi fine a se stessa, ma dinamica, perché coinvolge figure e professionalità utili a dare riferimenti operativi su come attivare le nuove imprese. Le informazioni sono mirate e guidate, nel senso che si utilizzerà una rete con tutte le associazioni ed attività che condividono le stesse finalità del centro servizi, dando, ogni volta che si renderà necessario, riferimenti certi su persone e strutture disponibili. Ogni servizio offerto dallo Sportello del Progetto Policoro è erogato GRATUITAMENTE

SERVIZI EROGATI

Accompagnamento alla progettazione di un’impresa;

Corsi di formazione;

Corsi di orientamento all’impresa sociale come opportunità di crescita morale e di lavoro;

Modalità di realizzazione di una COOPERATIVA;

Analisi delle opportunità lavorative offerte dal mercato locale;

Realizzare il curriculum vitae e la lettera di presentazione;

Informazioni sulle leggi nazionali ed europee;

Informazioni sulle leggi a favore dell’imprenditoria di tipo Regionale;

Se preventivamente concordato, la possibilità di fissare degli incontri personalizzati in base alle tue esigenze.

INDIRIZZO: Via Camillo Genovese, n. 41 – 93100 Caltanissetta

ORARIO DI APERTURA: lunedì, mercoledì e giovedì pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00

Si riceve per appuntamento da fissare chiamando nei giorni di ricevimento dello sportello allo 0934 565478

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C’È POSTO PER TE​

Da ottobre 2017 la caritas Diocesana di caltanissetta e i cappellani del carcere si sono impegnati nella realizzazione di un ambizioso progetto che riguarda il mondo carcerario e nello specifico i soggetti che scontano la loro pena in misura alternativa alla detenzione.

La Caritas Diocesana di Caltanissetta con questo progetto accompagna e sostiene quanti vivono una misura privativa della libertà attraverso degli interventi che partendo dalla “riabilitazione” del detenuto giungano ad un efficace e duraturo reinserimento sociale. Per il raggiungimento di tale obiettivo vengono attuate da una parte azioni ed interventi di tipo educativo che mirino appunto alla costruzione di una immagine del sé positiva, implementando e/o potenziando l’autostima, valorizzando l’area affettivo-relazione (in particolare con maggiori incontri con la propria famiglia), nonché quella delle proprie competenze/abilità da realizzare in una dimensione operativa che privilegi il sapere fare (piccole occasioni di lavoro, volontariato, stage presso enti e/o aziende del territorio, ecc.); dall’altro ponendo in essere azioni di sensibilizzazione rivolte alla comunità, principalmente sul “capovolgimento” del concetto di pena e soprattutto sul “ruolo attivo” del detenuto nel tessuto sociale anche durante la detenzione.

HOUSING FIRST​

Questo progetto, che vede coinvolte 15 Diocesi siciliane tra cui la nostra, fornisce un percorso di accompagnamento della persona verso la fuoriuscita dalla propria posizione di marginalità sociale a partire dalla casa. Si tratta di un inserimento abitativo della durata di 12 mesi per realizzare un percorso verso la capacità di riprendere in mano la propria vita con le caratteristiche di un cammino partecipativo. In questo modo si supera la logica dei centri di accoglienza, intesi come misure emergenziali, per realizzare un percorso di ospitalità completo e attento alla persona verso la propria autonomia abitativa.​